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06/04/2017|12:57
Proteggersi dal rischio inflazione: oro o Tips?
Simone Rosti, responsabile UBS ETF per il sud Europa, spiega perché i titoli di Stato americani indicizzati all’inflazione possono offrire una maggiore protezione dai rischi di rialzo della stessa, rispetto al prezioso giallo, un classico bene rifugio


L’inflazione Usa, a gennaio, ha registrato il suo scatto maggiore dal febbraio 2013, salendo dello 0,6%, dato assai superiore rispetto al consensus, che stimava l’aumento allo 0,3%. D’altra parte, la recente elezione di Donald Trump (unitamente alle potenziali conseguenze della spesa pubblica e degli sgravi fiscali per le imprese) aveva determinato una revisione delle aspettative d’inflazione su vasta scala. L’interrogativo se il rischio d’inflazione sia sottovalutato è, quindi, di grande attualità.

L’oro è generalmente considerato un “bene rifugio” che tende ad assorbire diversi tipi di shock (d’inflazione, di mercato, valutari ecc..). Tuttavia, dato che, in aggiunta all’inflazione, vi sono anche altri importanti fattori che ne determinano l’andamento, la sua capacità di proteggere dall’inflazione risulta più debole rispetto ad un altro strumento: i Tips (Treasury Inflation Protected Securities, ovvero, titoli di Stato Usa indicizzati all’inflazione) a breve termine.
In generale, i Tips sono una soluzione per coprirsi da picchi d’inflazione imprevisti.
Il capitale dei Tips aumenta in linea con l’inflazione come misurata dal Consumer Price Index (indice dei prezzi al consumo).
L’indicizzazione all’inflazione assicura la protezione del potere d’acquisto, un fattore importante, in quanto numerosi investitori puntano ai consumi in termini reali.
Il mercato dei Tips ha registrato una crescita significativa dalla sua creazione nel 1997, e attualmente le sue dimensioni sono stimate a 1.100 miliardi di dollari (indice Barclays U.S. Tips), rispetto ai 6.800 miliardi dei Treasury nominali (indice Barclays U.S. Treasury).

In particolare, rispetto ad altre modalità di copertura dall’inflazione, i Tips a più breve termine hanno offerto un livello di protezione più elevato, ossia il loro valore ha evidenziato una correlazione molto elevata con l’inflazione.
Le obbligazioni a tasso variabile, gli immobili, i Tips a più lungo termine e le azioni hanno tutti mostrato una certa capacità di tenuta nei confronti dell’inflazione, ma nettamente inferiore a quella dei Tips a più breve termine o dell’oro.
I Tips hanno rendimenti lievemente più elevati rispetto ai Treasury nominali, ma comportano anche un rischio leggermente maggiore. Sorprendentemente, l’oro ha prodotto i risultati migliori, ma il rischio connesso è stato significativo. A tale riguardo, l’oro in quanto strumento di copertura dall’inflazione è stato meno adeguato per gli investitori avversi al rischio.
In sintesi, i Tips hanno offerto un risultato corretto per il rischio più interessante, nonché la garanzia di protezione dei consumi reali, se detenuti sino alla scadenza.

UBS ETF è l’unico emittente a offrire sul mercato italiano Etf che permettono di investire sui titoli di Stato indicizzati all’inflazione con una scadenza di almeno 1 anno, ma non superiore ai 10: l’Ubs Etf (Lu) Barclays Tips 1-10 Ucits Etf (Isin: LU1459801434, Bbg code: TIP1D IM).
Lo strumento è disponibile, da fine 2016, anche nella classe con copertura valutaria, che consente di ridurre l’impatto delle fluttuazioni dei corsi di cambio tra l’euro e il dollaro: l’Ubs Etf (Lu) Barclays Tips 1-10 Hedged Eur Ucits Etf (Isin: LU1459802754, Bbg code: TIP10D IM).



 
 

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