ETFplus.net SPDRs ETF
 Newsletter II, anno XI, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 17 Febbraio 2015
 Analisi del mercato globale degli Etp, a gennaio 2015

Dall’ultimo report “BlackRock Global Etp Landscape”, riportiamo qui di seguito le principali evidenze sull’andamento del mercato degli Etp nel mese di gennaio.
  • Il 2015 è partito con un ritmo record in Europa: i flussi verso Etf quotati a livello locale hanno segnato un nuovo massimo storico, pari ad oltre un quinto della raccolta totale del 2014.
  • La raccolta mondiale, pari a 11,6 miliardi di dollari, è stata moderata rispetto agli ultimi mesi, con flussi rilevanti per azionario Europa e obbligazioni corporate, divergendo da riscatti significativi per large cap statunitensi e azionario emergente.
  • L’annuncio di un piano di quantitative easing (Q.E.) da parte della Bce più aggressivo del previsto è stato ben accolto dal mercato, contribuendo a registrare flussi di 8,4 miliardi di dollari per azionario paneuropeo e 13,7 miliardi di dollari per Etp quotati in Europa.
  • L’andamento dei tassi di cambio, e in particolare l’apprezzamento del dollaro nei confronti dell'euro, ha portato a un nuovo massimo mensile di afflussi, pari a 6,9 miliardi di dollari, per gli Etp con copertura valutaria, concentrati su Etf con esposizioni su Europa, Australasia e Medio Oriente.
  • La volatilità dei mercati azionari, l'incertezza sulla crescita globale e l’annuncio degli stimoli da parte della Bce hanno contribuito al perdurare della domanda per Etp obbligazionari, pari a 13 miliardi di dollari, e mantenuto una pressione al ribasso sui tassi d’interesse.
  • Le commodity hanno registrato un’accelerazione degli afflussi a 5,2 miliardi di dollari, la raccolta mensile migliore in quasi cinque anni, grazie agli inflow sul greggio, a seguito del crollo dei prezzi del petrolio, così come si sono osservati i primi significativi afflussi sull'oro dallo scorso giugno.
Ursula Marchioni, responsabile della ricerca ETP per l’area Emea di iShares,  ha commentato: “Il 2015 è cominciato a un ritmo record per l'industria europea degli Etp. I fondi-indice quotati in Europa hanno registrato un nuovo picco mensile di inflow di 13,7 miliardi di dollari, pari a circa il 21% dei flussi complessivi dello scorso anno. Incoraggiati dall’annuncio del Q.E. della Bce, gli Etf che offrono esposizione a titoli azionari paneuropei hanno raccolto 8,4 miliardi di dollari, nel mese di gennaio. Stiamo assistendo a una rotazione dai titoli azionari statunitensi ai titoli azionari europei attraverso gli Etf; si tratta del principale cambiamento rispetto al 2014”.
“Il cambiamento a sorpresa della politica della Banca nazionale svizzera”, prosegue Marchioni, “e la successiva caduta dell'euro nei confronti del dollaro, hanno guidato significativi flussi per 6,9 miliardi di dollari in Etf azionari con copertura valutaria, quasi la metà del totale registrato complessivamente nel 2014, dato che gli investitori hanno anticipato un ulteriore deprezzamento della divisa unica. Anche l’azionario svizzero ha visto afflussi per 0,3 miliardi di dollari. Il reddito fisso ha continuato lo slancio iniziato nel 2014, con gli Etf europei che hanno registrato, in gennaio, afflussi per 5,1 miliardi di dollari. Il contesto di bassi tassi d’interesse sta guidando i flussi verso il segmento del credito investment grade in Europa, continuando la tendenza trainante degli inflow record degli Etf obbligazionari dello scorso anno, attualmente affiancata da un ritorno di afflussi nel segmento ad alto rendimento. Inoltre, abbiamo notato un forte interesse per prodotti che consentono un’esposizione alle commodity, con investimenti di 3,7 miliardi di dollari in Etp sul petrolio e 2,3 miliardi di dollari sull’oro". .



SPDRs ETF

 Il tuo gestore di bond emergenti in valuta locale sta sottoperformando il mercato?

Negli ultimi anni, l'investimento in obbligazioni in valuta locale dei paesi emergenti ha riscosso un crescente interesse, sia tramite prodotti a gestione attiva che passiva. Uno studio svolto da Matthew J. Arnold, Cfa, head of ETF Institutional Sales EMEA di SPDR ETF, dal titolo "Is your Emerging Markets Local Currency Bond Manager Underperforming the Market?" esamina queste due tipologie di approcci.

Il problema della scelta dell'indice nell'investimento passivo
Le caratteristiche giudicate indispensabili dal CFA Institute affinché un benchmark sia appropriato sono: l'assenza di ambiguità, l'essere investibile e misurabile, e che fornisca una rappresentazione corretta delle opportunità disponibili.
Passando in rassegna alcuni dei principali indici disponibili sul mercato dei bond emergenti in valuta locale, il report mette in luce come il Barclays Em Local Currency Government sia quello che detiene la maggiore varietà di attivi, sia a livello di numero di emittenti sia di paesi considerati, ma, non avendo alcun vincolo massimo nelle quote investite in una singola nazione, presenta la problematica che il 50% del portafoglio è allocato in soli tre paesi: Corea del Sud, Brasile e Messico.
Sempre dello stesso index provider, sono gli indici Barclays Em Local Currency Core Government e Barclays Em Local Currency Liquid Government. Entrambi attribuiscono un peso massimo a ciascun paese del 10%, ma nel primo indice le otto maggiori nazioni rappresentano l'80% del portafoglio, mentre nel secondo, grazie a una maggiore diversificazione, tale quota si riduce al 65%.
L'indice più utilizzato dagli investitori, però, è il Jp Morgan Gbi-Em Global Diversified, anch'esso con il vincolo del 10% come massima esposizione a ciascun singolo paese, che si differenzia dal Barclays Em Local Currency Liquid Government per l'esclusione dall'universo investibile di: Corea del Sud, Israele e Repubblica Ceca.
Infine, l'indice Pimco Em Advantage Local Currency Bond si contraddistingue per una forte esposizione ai Bric (Brasile, Russia, India e Cina), pari a circa il 60% del portafoglio, con l'utilizzo di contratti non-deliverable forward (Ndf) per replicare i rendimenti dei mercati obbligazionari di Cina, India e Colombia.
Guardando le performance conseguite dai diversi indici negli anni solari emerge, come era prevedibile data l'eterogeneità dei sottostanti, una significativa dispersione, con la differenza tra l'indice migliore e quello peggiore che arriva anche al 6% nel 2012, sebbene nel 2014, alla fine del mese di settembre, questo valore fosse solo pari all'1,18%.

Il confronto tra gestione passiva e quella attiva
La ricerca prosegue con un'analisi dettagliata che mette a confronto i prodotti a gestione passiva, come gli Etf, che mirano a replicare un indice, con i fondi a gestione attiva, che si prefiggono l'obiettivo di battere un benchmark di riferimento.
Il primo elemento a essere preso in considerazione è quello dei costi, che evidenzia chiaramente il maggiore vantaggio competitivo dell'approccio passivo, prevedendo commissioni di gestioni e total expense ratio (Ter) mediamente dimezzati rispetto a quelli dei fondi attivi: 0,5% contro 1% nel caso delle management fee, e 0,6% contro 1,2% guardando i Ter.
Il secondo aspetto analizzato nello studio è quello della performance. Innanzitutto, viene precisato che le considerazioni più significative tra gestione attiva e passiva possono essere fatte solamente guardando all'ultimo triennio, sia perché la crescita dei fondi attivi focalizzati sulle obbligazioni in local currency dei paesi emergenti è cominciata solo a partire dal 2007, sia per il fatto che i primi Etf su questa particolare asset class sono stati lanciati nel 2011. Dai dati risulta evidente che, in ogni anno preso in considerazione, nella gestione attiva si determinano “vincitori” e “vinti”, con una differenza di performance tra la soglia del primo quartile e quella del terzo quartile che regolarmente eccede il 5%. Inoltre, considerata la difficoltà nel generare sovraperformance in modo persistente nel tempo, l'investitore deve acquisire la consapevolezza che si verificheranno periodi di sottoperformance rispetto all'indice di riferimento. Con altrettanta certezza, ci saranno, però, altri investitori che realizzeranno nello stesso periodo dei rendimenti superiori al benchmark, rendendo così molto chiara l'importanza della corretta individuazione del gestore giusto al momento giusto. Sebbene non si siano mai piazzati nella vetta della graduatoria in nessun anno solare, gli Etf hanno, tuttavia, dimostrato la capacità di generare performance in linea con la media dei fondi a gestione attiva, eliminando, così, il rischio di risultati deludenti dovuti alla selezione del gestore sbagliato.
Il terzo fattore preso in esame è la volatilità, per sfatare un falso mito che caratterizza il dibattito tra gestione attiva e passiva sulla maggiore esposizione al rischio di mercato degli Etf. Dall'osservazione dei dati emerge come la media dei fondi attivi abbia ottenuto una volatilità leggermente inferiore a quella del Jp Morgan Gbi-Em Global Diversified, a 1 e 3 anni, ma superiore sia al Barclays Em Local Currency Liquid Government, per effetto della sua esposizione a emittenti con maggiore rating come Corea del Sud e Israele, sia al Pimco Em Advantage Local Currency Bond, grazie al suo utilizzo dei derivati Ndf. Considerando, invece, gli indici di Sharpe, per evidenziare i rendimenti corretti per il rischio, risulta che gli Etf hanno saputo realizzare dei risultati che sono superiori sia alla media che alla mediana di quelli raggiunti dai fondi attivi.

Conclusioni
In una precedente ricerca, realizzata sempre da State Street, i risultati avevano portato a concludere che “è difficile sostenere che, in aggregato, i gestori attivi siano stati in grado di sfruttare le inefficienze sul mercato dei titoli governativi in valuta locale dei paesi emergenti, e di aggiungere valore ai propri clienti, al netto delle commissioni”. Ritornando sulla questione, oggi, l'evidenza empirica conferma questa tesi. Inoltre, il report sottolinea l'importanza dell'avere presente che anche la replica passiva richiede un'attenta due diligence, perché i prodotti disponibili sul mercato hanno caratteristiche diverse, anche molto variegate tra loro.
L'investitore, dunque, deve porsi alcune importanti domande: il mercato obbligazionario governativo dei paesi emergenti presenta delle inefficienze tali da giustificare i costi superiori associati alla gestione attiva? Riesco a individuare, all'interno dell'universo dei fondi attivi, i gestori in grado di generare una costante sovraperformance? Dispongo dei processi e delle risorse necessari per il monitoraggio dei fondi scelti? Sono disposto ad accettare gli inevitabili periodi di sottoperformance?
Se la risposta a queste domande è “no”, allora l'assunzione di un'esposizione tramite Etf è la migliore soluzione. Oppure, un buon compromesso è rappresentato dall'adozione di un approccio core-satellite, dove la maggior esposizione ai bond governativi emergenti in valuta locale viene presa acquistando un prodotto a replica passiva che fornisca il rendimento beta del mercato, in modo anche da contenere i costi, mentre una quota inferiore del portafoglio è destinata a gestori attivi da cui ci si attende la generazione di alfa.



Salone del Risparmio
Il 25, 26 e 27 marzo si terrà a Milano l'edizione 2015 de Il Salone del Risparmio, l'appuntamento fisso che si danno annualmente gli addetti ai lavori dell'industria del risparmio gestito.

MondoETF è media supporter dell'evento, e sarà presente con il suo stand e con un Convegno focalizzato sugli ETF e le ETC/ETN.




Nota: riceve questa Newsletter in quanto utente registrato del sito www.ETFplus.it o www.ETFplus.net
Se ha difficoltà nella visione della presente email, può scaricare la newsletter dal seguente Url: http://www.etfplus.net/servizi_newsletter.php
Se non desidera più ricevere questi comunicati da parte della redazione, è pregato d'inviare una email a: cancellazione @ etfplus.it (senza gli spazi), utilizzando l'account di posta elettronica con cui si è registrato, con oggetto: "revoca iscrizione".

Si rammenta che la suddetta cancellazione implica la rimozione completa dei suoi dati dal nostro database, impedendole di fatto il futuro accesso alle aree protette del sito web www.ETFplus.net


© 2015 - ETF Consulting Srl - All rights reserved - Gruppo MondoHedge SpA