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 Newsletter III, anno XI, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 24 Febbraio 2015
 iShares amplia la gamma di Etf smart beta quotati sul mercato italiano

iShares, piattaforma Etf di BlackRock, espande la propria offerta disponibile su Borsa Italiana quotando oggi 12 nuovi smart beta Etf a replica fisica.
Il lancio di questi Etf risponde a un'effettiva esigenza degli investitori di accedere a fonti di rendimenti che non possono essere isolate tramite i tradizionali indici ponderati sulla capitalizzazione di mercato.
Otto dei nuovi prodotti rientrano nella gamma Factor Etf, mentre gli altri 4 in quella Minimum Volatility.

Isin Etf
ticker
Ter (bps)
IE00B8KGV557 iShares Msci Emerging Markets Minimum Volatility Ucits Etf
EMMV
40
IE00B86MWN23 iShares Msci Europe Minimum Volatility Ucits Etf
MVEU
25
IE00BQN1K786 iShares Msci Europe Momentum Factor Ucits Etf
IEFM
25
IE00BQN1K562 iShares Msci Europe Quality Factor Ucits Etf
IEFQ
25
IE00BQN1KC32 iShares Msci Europe Size Factor Ucits Etf
IEFS
25
IE00BQN1K901 iShares Msci Europe Value Factor Ucits Etf
IEFV
25
IE00B8FHGS14 iShares Msci World Minimum Volatility Ucits Etf
MVOL
30
IE00BP3QZ825 iShares Msci World Momentum Factor Ucits Etf
IWMO
30
IE00BP3QZ601 iShares Msci World Quality Factor Ucits Etf
IWQU
30
IE00BP3QZD73 iShares Msci World Size Factor Ucits Etf
WSZ
30
IE00B6SPMN59 iShares S&P 500 Minimum Volatility Ucits Etf
SPMV
20
IE00BP3QZB59 iShares Msci World Value Factor Ucits Etf
IWVL
30

In particolare, i Factor Etf rappresentano strumenti in grado di rispondere alla ricerca da parte degli investitori di esposizioni azionarie capaci di cogliere specifici driver di rischio/rendimento.
I nuovi fondi consentono un accesso ai mercati azionari globali ed europei, con l’obiettivo di offrire un'esposizione mirata a uno specifico fattore che storicamente ha registrato un rendimento corretto per il rischio più elevato. Tali fattori sono i seguenti: value, size, quality e momentum.
Grazie a questi fondi gli investitori possono adottare una visione specifica su un singolo fattore per tutto il ciclo economico. Essi possono essere inseriti all’interno di un ampio portafoglio, per diversificarne il rischio complessivo, oppure utilizzati come esposizioni di nicchia, con l’obiettivo d’incrementarne la performance.

I fondi della gamma Minimum Volatility sono adatti per gli investitori alla ricerca di esposizioni azionarie che presentino livelli di volatilità inferiori rispetto a quelli degli indici tradizionali, e che possono quindi contribuire a ridurre il rischio complessivo del portafoglio.
La strategia minimum volatility mira a selezionare dei sottoinsiemi di titoli con la volatilità dei rendimenti più bassa in termini assoluti, tenendo conto di criteri di diversificazione in termini di rischi.

Emanuele Bellingeri, responsabile iShares per l’Italia, ha dichiarato: “Gli investitori si stanno evolvendo nella costruzione del proprio portafoglio, con esigenze sempre più distinte in termini di rischio e investimento. Questi fondi, che offrono la possibilità di accedere a simili esposizioni, in modo efficiente, semplice, trasparente ed economico, rappresentano una forte area di crescita per l’industria degli Etp. Di fatto, consentono agli investitori di costruire un portafoglio ampiamente diversificato e di scomporre le parti di alfa, combinando le stesse per costruire portafogli più efficienti tramite l’attività di asset allocation. Ci troviamo di fronte a una nuova era per quanto riguarda gli Etf, e le previsioni per il futuro di questa industria continuano a essere estremamente positive".



iShares

 Danni collaterali del QE: i guai della Svizzera (da MondoETF #55 - Febbraio 2015)

Non era ancora stato annunciato il programma di acquisto di titoli da parte della Bce quando si sono visti i primi effetti collaterali. Il 15 gennaio, con una mossa a sorpresa, la Schweizerische National-Bank (Snb) ha dichiarato di non voler più sostenere la soglia di cambio contro l’euro a quota 1,20. Questa decisione ha causato un terremoto nel mercato valutario e il franco svizzero si è apprezzato durante la giornata, fino a portarsi intorno alla parità, dopo aver segnato valori massimi intorno a quota 0,85.

Ripercorriamo la storia. Nel settembre del 2011 la Snb ha deciso di istituire un floor al tasso di cambio contro l’euro a 1,20. La situazione al tempo era molto diversa, l’euro sembrava sul punto di implodere a causa della crisi dei debiti sovrani, e gli investitori guardavano al franco svizzero come a un porto sicuro per i propri investimenti. D’altra parte, un massiccio afflusso di capitali poteva portare a un apprezzamento della moneta elvetica non sostenibile per l’economia, che era nel momento di massima fragilità. La Svizzera, infatti, esporta la maggior parte della produzione proprio verso l’Europa, e un cambio sfavorevole poteva creare molti problemi alle imprese. La Snb ha, quindi, dichiarato di voler difendere la soglia del cambio a 1,20, e in un primo momento il compito sembrava semplice: chi vuole scommettere contro le intenzioni di una Banca Centrale con risorse praticamente infinite?
La situazione economica europea, però, non andava migliorando e la moneta unica mostrava segni di debolezza nei mercati valutari. Non c’è voluto molto perché le intenzione della Snb venissero messe alla prova: durante tutto il 2013, il cambio euro/franco ha “testato” il peg a 1,20, costringendo la Banca Centrale Svizzera a massicci acquisti di asset in euro per poter sostenere il cambio.
Il bilancio della Snb dal 2011, quando è entrato in vigore il cambio controllato, è più che raddoppiato, passando dai 250 miliardi di franchi agli attuali 525 miliardi. La componente del bilancio in euro ha raggiunto i 210 miliardi di franchi, ovvero il 40% dell’intero bilancio.
Nel 2014 la questione diventa particolarmente complessa, a causa della decisione di Draghi di svalutare l’euro verso il dollaro e di dare avvio nel 2015 al programma di allentamento quantitativo. Con il crollo del valore della moneta unica, la Snb si è trovata a dover acquistare sempre più asset in euro per difendere il cambio, e le prospettive con l’avvio del Q.E. sarebbero state per ulteriori svalutazioni dell’euro e, quindi, nuovi acquisti di asset. Questo suggerisce che il bilancio ipertrofico della Snb (pari al 70% del Pil svizzero), probabilmente, non avrebbe più consentito di sostenere la soglia del cambio, e pertanto si è optato per l’abbandono del peg prima che il mercato mettesse definitivamente alla prova le capacità della Banca Centrale Svizzera.

Quali sono le conseguenze per l’economia svizzera? Ragionevolmente, il franco forte penalizzerà le imprese esportatrici, e secondo Pictet “potrebbe deprimere il paese e portare verso una recessione”. L’istituto finanziario elvetico stima, infatti, che “un rialzo del 5% del valore del franco, ponderato per interscambio, equivale a un aumento dei tassi d’interesse di 100 punti base, e se la moneta elvetica dovesse rimanere su livelli così elevati, nel corso dell’anno la produzione di questo paese, fortemente dipendente dalle esportazioni, potrebbe diminuire del 2-3%, con un conseguente incremento della disoccupazione anche del 2%”.
La situazione internazionale non aiuta: con la crisi del petrolio, lo spettro della deflazione incombe sui paesi sviluppati e la Bce sta facendo tutto ciò che è necessario per avvantaggiare le imprese esportatrici ed esportare la deflazione tramite il cambio debole.
A dicembre, i prezzi al consumo in Svizzera sono diminuiti dello 0,5% sul mese precedente, e dello 0,3% su base annua. A novembre, si era registrato un calo tendenziale dei prezzi dello 0,1%. La Snb stima che quest’anno si avrà un calo medio dei prezzi dello 0,1%, e solo un timido aumento allo 0,3% nel 2016.

Vediamo quindi una panoramica degli strumenti per investire sul mercato svizzero e sul franco quotati in Borsa italiana.

Isin Etf
Copertura
Ter
IE00B23LNR19 Powershares Ftse Rafi Switzerland Fund
NH
0,50%
LU0274221281 db X-Trackers Smi Ucits Etf (DR)
NH
0,30%
LU0977260941 Ubs Etf - Msci Switzerland 20/35 100% Hedged To Eur Ucits Etf
H
0,30%
LU0977261329 Ubs Etf - Msci Switzerland 20/35 Ucits Etf
NH
0,20%
Isin Etf
Copertura
Ter
LU0879397742 Ubs-Etf Sbi Foreign Aaa-Bbb 1-5 Ucits Etf Chf
NH
0,20%
LU0879399441 Ubs-Etf Sbi Foreign Aaa-Bbb 5-10 Ucits Etf Chf
NH
0,20%
Isin Etn
Leva
Manag.fee
JE00B3MR2Q90 Etfs Long Chf Short Eur
S
0,39%
JE00B3L54023 Etfs Short Chf Long Eur
L
0,39%
JE00B3XPTF07 Etfs 3X Long Chf Short Eur
3S
0,98%
JE00B3S71Q64 Etfs 3X Short Chf Long Eur
3L
0,98%
JE00BMM1WZ30 Etfs 5X Long Chf Short Eur
5L
0,98%


Chi vuole prendere posizione sull’azionario elvetico ha a disposizione quattro diversi Etf, tutti a replica fisica Powershares propone uno strumento a distribuzione dei dividendi sull’indice Ftse Rafi Switzerland. Questo benchmark investe in azioni svizzere selezionate sulla base di quattro indicatori di analisi fondamentale: vendite, patrimonio netto, flussi di cassa e dividendi. db X-trackers propone un Etf, sempre a distribuzione dei dividendi, sullo Smi, il principale indice azionario svizzero. UBS offre un’esposizione, con o senza copertura del rischio di cambio, all’Msci Switzerland 20/35 index, che include le principali azioni a larga e media capitalizzazione; entrambi i fondi sono a capitalizzazione dei dividendi.

Coloro, invece, che sono interessati al mercato obbligazionario hanno a disposizione due Etf di UBS legati all’andamento di indici di bond denominati in franchi svizzeri, con scadenze entro i 10 anni. Il primo strumento investe sul tratto di curva a duration medio- bassa (0-5 anni) mentre il secondo su quella medio-lunga (5-10 anni). Entrambi gli Etf distribuiscono i proventi e non coprono il rischio valutario.

Tramite Etn, infine, gli investitori possono esporsi all’andamento del tasso di cambio euro contro franco svizzero. L’intera gamma è proposta da Etf Securities e consente di assumere una posizione sull’apprezzamento dell’euro (Long Euro - Short Chf) o del franco (Long Chf - Short Euro). È possibile utilizzare anche la leva finanziaria, pari a 3x oppure a 5x, ma nella giornata del 15 gennaio, a seguito delle forti oscillazioni del cambio, l’Etfs 5x Short Chf Long Eur ha azzerato il suo valore, e pertanto è stato revocato.


Salone del Risparmio
Il 25, 26 e 27 marzo si terrà a Milano l'edizione 2015 de Il Salone del Risparmio, l'appuntamento fisso che si danno annualmente gli addetti ai lavori dell'industria del risparmio gestito.

MondoETF è media supporter dell'evento, e sarà presente con il suo stand e con un Convegno focalizzato sugli ETF e le ETC/ETN.




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