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 Newsletter V, anno XI, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 1 Aprile 2015
 Come utilizzare gli Etf per ribilanciare i portafogli a seguito del quantitative easing europeo

Il convegno organizzato da MondoETF all'interno del Salone del Risparmio 2015 è servito a fornire spunti interessanti per gli investitori, in un contesto di mercato che è stato estremamente positivo nel primo trimestre dell'anno.

“Sulla base delle indicazioni dei nostri analisti, è preferibile assumere un'esposizione al mercato azionario globale", ha spiegato Simone Rosti, responsabile UBS ETF Italia, "perché consente di avere una maggiore diversificazione nel caso vi siano differenze significative dei rendimenti nelle varie arie economiche. Riteniamo che la Borsa dell'Eurozona possa offrire performance superiori a quella degli Stati Uniti, grazie soprattutto ai benefici effetti del quantitative easing. Infatti, le nostre stime dicono che a un deprezzamento dell'euro del 10% sul dollaro potrebbe corrispondere un aumento del 5% nei profitti delle aziende europee".

Guardando ai trend che stanno caratterizzando il segmento dell'equity, Marcello Chelli, referente per gli Etf di Lyxor in Italia, osserva:_ "Abbiamo notato un aumentato dell'utilizzo di Etf azionari a leva, selezionati oggi anche ai fini di copertura, nonché un numero crescente di investitori che preferisce adottare gli Etf anziché i future per diversi motivi, tra cui un minore ammontare minimo investibile e l'assenza della gestione della marginazione e dei costi di rolling. Altro trend significativo che ha caratterizzato gli ultimi anni è stato quello dei continui afflussi verso prodotti che hanno per sottostante un indice non basato sulla capitalizzazione, i cosiddetti Etf smart beta".

Mauro Giangrande, head of Passive Investments di Deutsche Asset & Wealth Management, evidenzia l'elevato interesse degli investitori verso i bond a più lunga scadenza: "Visto che la Bce ha cominciato a comprare anche titoli a lungo termine, si è registrato sul mercato una domanda molto forte per le obbligazioni con scadenze superiori ai bond decennali. In questo modo, il tasso trentennale tedesco è sceso su valori ben al di sotto del punto percentuale, circa lo 0,6%. È bene, comunque, ricordare la differenza tra investire in un Etf e in un bond: mentre nel primo caso la duration è costante, nel secondo essa è calante, fino ad arrivare a zero alla scadenza".

Allarga le sue considerazioni al mercato delle obbligazioni societarie Francesco Lomartire, ETFs Sales Specialist di SSgA Italia: "Dall'analisi degli ultimi mesi, emerge il fatto che a partire da piano di quantitative easing della Bce si è verificato, sorprendentemente, un allargamento degli spread nel segmento dei corporate bond. A nostro avviso, il contesto è più favorevole alle obbligazioni high yield rispetto a quelle investment grade, perché le prime possono beneficiare del fatto di avere solitamente una duration più contenuta e che le operazioni di rifinanziamento avvengano oggi a tassi più contenuti rispetto al passato, diminuendone così il rischio di default".

Infine, Emanuele Bellingeri, managing director e responsabile per l'Italia di iShares, sottolinea l'appetibilità di un'asset class al momento un po' trascurata dagli investitori: "Considerato che il rendimento decennale del Btp è sceso poco sopra all'1%, serve oggi trovare delle nuove soluzioni d'investimento. Un'opportunità interessante potrebbe venire dall'allocazione nelle obbligazioni dei paesi emergenti tramite Etf, che consentono di avere una significativa diversificazione sia a livello geografico che settoriale, e presentano due caratteristiche positive: hanno una duration contenuta, circa 3 anni, e un elevato yield to maturity, superiore al 5%”.



iShares

  iShares lancia un Etf innovativo sul settore immobiliare del Regno Unito

iShares, la piattaforma ETF di BlackRock, ha annunciato il lancio dell’iShares Msci Target Uk Real Estate Ucits Etf (Isin: IE00BRHZ0398) sulla Borsa di Londra, dove è negoziabile sia in dollari (Bbg ticker: UKPR LN) sia in sterline (Bbg ticker: UKRE LN), e su quella di Francoforte, dove le contrattazioni sono nella valuta dell’euro (Bbg ticker: 2B7N GY).
Il fondo è gestito con una tecnica di replica fisica ottimizzata (a campione) e un costo totale annuo (Ter) dello 0,40%; i dividendi sono distribuiti trimestralmente. È il secondo Etf della gamma europea di iShares che mira a ottenere un profilo di rischio/rendimento simile all’investimento diretto nel settore immobiliare del Regno Unito.

Il benchmark, l’Msci Uk Imi Liquidi Real Estate Ntr index (Bbg code: MXCXBLRF), investe fisicamente in Real Estate Investment Trust (Reit) e società immobiliari britannici, nonché titoli del reddito fisso (Gilt) indicizzati all’inflazione (attualmente, con un peso del 32% circa), che aiutano a ridurre l’impatto della leva, della volatilità e delle performance dei mercati azionari sui rendimenti.

Attualmente, l’iShares Msci Target Uk Real Estate Ucits Etf, oltre ad essere quotato sullo Xetra e il London Stock Exchange, è registrato in Italia e in altri paesi europei (Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Gran Bretagna), ove è accessibile ai soli investitori professionali.
A inizio anno, iShares aveva quotato un simile prodotto, ma focalizzato sul mercato statunitense: l'iShares Msci Target Us Real Estate Ucits Etf (Isin: IE00BRHZ0620), negoziabile sul Swiss Exchange, oltre che sulle Borse sopra citate, nonché registrato alla vendita nei principali paesi europei, per gli operatori professionali.

 MSCI introduce gli indici Diversified Multi-Factor

MSCI Inc., uno dei principali fornitori al mondo di indici e modelli azionari basati su fattori, ha annunciato, oggi, di aver lanciato una gamma di Diversified Multi-Factor Indexes.
La ricerca ha dimostrato che azioni che riflettono determinati fattori hanno fornito, nel tempo, un rendimento maggiore rispetto al mercato (nel suo insieme).
Gli indici Msci Diversified Multi-Factor sono il risultato della combinazione degli Msci Factor Indexes, basati sui quattro fattori – Value, Momentum, Quality e Low Size – attraverso gli strumenti di valutazione del rischio di Barra, che consentono di avere una similare esposizione al mercato di riferimento, ma con una significativa riduzione del rischio, soprattutto in termini di drawdown, e un maggiore sharpe ratio, rispetto al tradizionale indice di riferimento (es. Msci World).
Questi indici possono essere utilizzati dagli investitori istituzionali che mirano a costruire portafogli diversificati che sono esposti a molteplici fattori.

Remy Briand, responsabile della ricerca di MSCI, ha dichiarato: “Gli Msci Diversified Multi-Factor Indexes aprono nuovi orizzonti nell’indicizzazione basata su fattori. L’innovazione sta nel catturare l’esposizione ottimale attraverso un set diversificato di fattori, puntando a mantenere un rischio simile a quello del mercato”.

Alain Dubois, head of Index Product Management di MSCI, ha aggiunto: "Nessun’altra società vanta una così vasta esperienza o capacità come MSCI nell’area dell' analisi e degli indici basati su fattori. I Diversified Multi-Factor Indexes di MSCI saranno molto interessanti per numerosi tipi di investitori”.

L’investimento basato su fattori è stato avviato nel 1970 dalla ricerca, analisi e dati di Barra, oggi una società di MSCI.
Negli ultimi anni, MSCI ha sviluppato un’ampia gamma di modelli e indici basati su fattori.
Recentemente, MSCI ha rilevato una crescita record dei suoi indici fattoriali da parte dei fornitori di Etf. A fine 2014, oltre 120 miliardi di dollari di asset erano legati ai Factor Indexes di MSCI.



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