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 Newsletter VI, anno XI, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 21 Aprile 2015
 SSGA lancia il primo Etf multi asset sul settore delle infrastrutture

State Street Global Advisors (SSGA), la società di asset management di State Street Corporation, ha annunciato oggi il lancio dello Spdr Morningstar Multi Asset Global Infrastructure Ucits Etf (Isin: IE00BQWJFQ70). Si tratta del primo Etf al mondo in grado di offrire agli investitori un’esposizione sia azionaria che obbligazionaria nel settore delle infrastrutture.
Questo lancio fa seguito alla pubblicazione di una ricerca di SSGA che mostra come il 35% degli intermediari e il 33% degli investitori professionali stia pianificando un incremento degli investimenti nelle infrastrutture nel secondo trimestre del 2015 (la ricerca è stata condotta a fine 2014 su un campione di 120 intermediari e investitori istituzionali in Italia, Regno Unito, Olanda, Germania, Francia e Svizzera).

L'Etf, quotato in Eur, dal 15 aprile, sullo Xetra di Deutsche Börse (Bbg code: ZPRI GY), replica con una tecnica fisica “a campione” il Morningstar Global Multi-Asset Infrastructure Index in Usd (Bbg code: MSDIMAIG), e permette agli investitori di accedere al settore delle infrastrutture quotate con una semplice transazione.
Il fondo è negoziabile in Usd (Bbg code: MAGI LN) e Gbp (Bbg code: GIN LN) anche sul London Stock Exchange. Il Ter annuo ammonta allo 0,40% e i dividendi sono distribuiti con cadenza semestrale.

SSGA ha recentemente intervistato 120 investitori istituzionali e intermediari in tutta Europa. I risultati hanno rivelato che il 21% degli intermediari e il 20% degli investitori istituzionali già investono, o stanno pianificando di investire, in infrastrutture attraverso fondi comuni o Etf.
I risultati hanno dimostrato, inoltre, che chi investe direttamente in infrastrutture o in fondi chiusi non quotati considera l’illiquidità e le dimensioni degli investimenti richiesti come un ostacolo nell’accesso a questa tipologia di asset class. Tra gli intermediari intervistati, il 26% ha citato l’illiquidità come criticità e il 15% considera l’entità degli investimenti necessari come una barriera all'ingresso. Tra gli investitori istituzionali, i dati erano rispettivamente pari al 20% per l’illiquidità e al 18% per la dimensione degli investimenti.

Francesco Lomartire, SPDR ETFs Sales Specialist per l’Italia e il Ticino, ha così commentato il lancio e i risultati della ricerca: "L’investimento in infrastrutture comporta una serie di vantaggi: è contraddistinto da una bassa correlazione con le asset class tradizionali, fornisce accesso a strumenti legati all'inflazione e caratterizzati da duration lunga, ed è meno sensibile ai cicli economici. Lo Spdr Morningstar Multi Asset Global Infrastructure Ucits Etf si propone di colmare un vuoto evidente nel mercato, in un momento in cui l'interesse degli investitori per il settore delle infrastrutture è forte. Tuttavia, molti investitori non hanno le dimensioni per investire direttamente in infrastrutture o in titoli di debito emessi allo scopo di finanziarle, cosa che rende particolarmente difficile per i piccoli investitori ottenere quest’esposizione. Questo nuovo fondo mira a risolvere questo problema, offrendo un veicolo aperto e regolamentato che permetta di accedere a questa asset class", ha continuato Lomartire.
"L'Etf può essere utile anche agli investitori più grandi che già detengono investimenti diretti in infrastrutture, offrendo una sistemazione temporanea per i capitali impegnati ma non ancora versati, e consente agli investitori di beneficiare di un profilo di rendimento, aggiustato per il rischio, che replica al meglio l’investimento diretto nell’asset class sottostante, ma senza i problemi legati a liquidità, trasparenza e costi, che solitamente caratterizzano gli investimenti diretti in infrastrutture".

Sanjay Arya, responsabile Morningstar Indexes, ha dichiarato: "Il Morningstar Global Multi-Asset Infrastructure Index è un indice unico, in grado di coniugare l’esposizione azionaria e obbligazionaria al settore delle infrastrutture. Con una copertura di 18 segmenti del settore, questo indice globale e ampiamente diversificato è composto da società generalmente caratterizzate da attività con un ciclo di vita lungo, elevate barriere all'ingresso, che forniscono servizi essenziali e mostrano flussi di reddito prevedibili, spesso indicizzati all'inflazione".



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 WisdomTree lancia 7 nuove Etc targate Boost

WisdomTree Europe, provider di Etf ed Etc/Etn, e società specializzata in ETP short e leverage (S&L), attraverso la piattaforma di Boost ETP ha quotato in Borsa Italiana le seguenti exchange-traded commodity: Boost Wti Oil Etc, Boost Brent Oil Etc, Boost Gold Etc, Boost Natural Gas Etc, Boost Wti Oil 1x Short Daily Etp, Boost Wti Oil 2x Leverage Daily Etp e Boost Wti Oil 2x Short Daily Etp.

A proposito del lancio dei nuovi prodotti, Hector McNeil, co-Ceo di WisdomTree Europe, ha così commentato: “L’introduzione di sette nuove Etc rafforza l’impegno di Boost sul mercato italiano. Le cifre record raggiunte, con 224 milioni di dollari di masse gestite in Italia e un volume di scambi pari a 650 milioni di dollari a marzo, evidenziano chiaramente l’interesse degli investitori per i prodotti offerti da Boost, unici nel loro genere. Le cinque nuove Etc sul petrolio, che includono fattori di leva doppia (2x) e inversa (-1x) o senza leva, e che replicano la performance dei greggi Brent e Wti, estendono la piattaforma europea dei prodotti Etc sul petrolio proposti da Boost, rendendola una delle più complete in Europa”.

Le nuove Etc sull’oro, il petrolio e il gas naturale sono i primi prodotti Etc emessi da Boost senza effetto leva. Con questi prodotti, Boost spera di attirare l’attenzione di nuovi investitori e, allo stesso tempo, fornire a quelli già esistenti una scelta efficiente, in termini di costi, nell’ambito di investimenti a più lungo termine. Viktor Nossek, direttore della ricerca per WisdomTree Europe, ha dichiarato: “Nel breve periodo, l’andamento dei prezzi del greggio e del gas naturale negli Stati Uniti sarà, probabilmente, meno direzionale e più volatile, dato che gli investitori sono impegnati a valutare la convenienza dei prezzi del settore energia, storicamente bassi in rapporto a un contesto macro-economico incerto, a livello globale. Nel lungo periodo, visti i prezzi al ribasso del petrolio e del gas naturale, le commodity potrebbero riguadagnare forza, data l’incertezza in Medio Oriente, il deleverage dei mercati emergenti, e i primi segnali di ripresa in Europa, che potrebbero tradursi in un sentiment rialzista sulle materie prime energetiche”.

 Trend mensile del mercato europeo degli Etf: marzo 2015

Dall'ultimo barometro mensile di Lyxor, emerge che a marzo 2015 gli afflussi verso il mercato europeo degli Etf sono rimasti sostenuti. La raccolta netta di nuovi capitali (Nna) durante il mese ha raggiunto i 6,4 miliardi di euro, un livello superiore di quasi il 20% rispetto alla media su 12 mesi. Le masse in gestione totali sono aumentate del 20% rispetto alla fine del 2014, attestandosi a 436 miliardi di euro, compreso il notevole contributo della performance di mercato (+13,7% per l’indice Msci Acwi in Eur, dal 31/12/14 al 27/3/15). A beneficiare di un contesto all'insegna dell'ottimismo sono stati soprattutto gli Etf a reddito fisso e gli azionari europei e asiatici.

Gli Etf indicizzati all’equity hanno evidenziato afflussi limitati a 2,4 miliardi di euro, il 26% in meno rispetto alla media su 12 mesi. Gli investitori hanno mostrato prediligere attualmente le azioni europee e asiatiche, sostenute da politiche monetarie persistentemente accomodanti. Gli afflussi verso gli Etf azionari europei hanno raggiunto i 4,9 miliardi di euro, soltanto il 14% in meno rispetto al massimo storico di 5,7 miliardi toccato a gennaio 2015. Gli investimenti negli Etf azionari asiatici hanno registrato un massimo su base annua pari a 931 milioni di euro. Per contro, gli Etf azionari statunitensi hanno evidenziato deflussi, per il secondo mese consecutivo, a un livello record di 2,2 miliardi di euro. I flussi verso gli Etf azionari dei mercati emergenti hanno risentito delle prospettive di un aumento dei tassi d'interesse negli Stati Uniti, registrando disinvestimenti per 607 milioni di euro.

Gli afflussi verso gli Etf indicizzati al reddito fisso continuano a essere significativi, attestandosi a 3,9 miliardi di euro, il 72% in più rispetto alla media su 12 mesi, pari a 2,2 miliardi. In Europa, gli Etf esposti a obbligazioni societarie restano i principali beneficiari dei fondi convogliati verso il mercato del credito dalle misure di quantitative easing della Bce. Gli Etf correlati a obbligazioni high yield hanno registrato afflussi record, stimolati dalla ricerca di rendimento da parte degli investitori, in ragione dei tassi d'interesse molto bassi/negativi.

Gli investimenti relativi a materie prime hanno continuato a crescere a marzo 2015, attestandosi a 197 milioni di euro, perlopiù in ragione dei flussi positivi sui fondi indicizzati estesi, in un contesto caratterizzato dalla stabilizzazione dei prezzi petroliferi.



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