ETFplus.net SPDR ETFs
 Newsletter X, anno XI, dalla redazione di ETFplus.net
Edizione del 17 Giugno 2015
 Quotato su Borsa Italiana il primo Etf attivo di liquidità

Lyxor Smart Cash Ucits Etf – nella classe C (a capitalizzazione) Eur (Isin: LU1190417599; Bbg code: SMART IM) – è il primo Etf attivo di liquidità quotato su Borsa Italiana, e si pone come alternativa innovativa rispetto a fondi monetari, depositi bancari e strumenti finanziari di breve termine.
Lanciato il 2 marzo 2015 sull’Euronext Paris, e disponibile a partire dal 9 giugno sul mercato italiano ETFplus, segna l’esordio di Lyxor nel segmento degli ETF attivi.
L’operatore specialista a garanzia della liquidità dello strumento in Borsa Italiana, nel rispetto degli obblighi di quote minime esposte (Ems, pari a 1.500 quote) e differenziali massimi dei prezzi bid/ask (Spread max, pari allo 0,1%) con essa concordate, è Société Générale Sa (IT0667).

Questo Etf innovativo replica la strategia Smart Cash – già applicata, da tempo e con successo, da un fondo attivo di Lyxor – e offre la possibilità di ottenere un rendimento superiore agli attuali tassi monetari a breve termine, sfruttando opportunità d’investimento sostanzialmente basate su pronti contro termine e, perciò, senza dover fare leva su rischi significativamente maggiori di tasso e di controparte.
Il rendimento stimato atteso su base annua è di circa 20 bps sopra l’Eonia (Euro OverNight Index Average, il tasso d’interesse medio al quale una selezione di banche europee si concede reciprocamente prestiti in euro per il periodo di un giorno), già al netto del Ter dell’Etf; lo strumento si presta, così, a essere utilizzato anche come parcheggio di liquidità di brevissimo termine. Fino a oggi, giorno dopo giorno, la Nav dell’Etf è sempre stata crescente.

“Ci rivolgiamo a fondi, società corporate e a tutti quegli investitori che vedono remunerata la propria liquidità con tassi estremamente contenuti, se non addirittura negativi – spiega Marcello Chelli, referente per l’Italia dei Lyxor ETF. Al riguardo, per preservare la bontà dello strumento, assicureremo condizioni di negoziazione eccezionali, grazie a uno spread bid/ask di un decimo di basis point (0,001%). Inoltre, lo strumento, che può essere negoziato in tempo reale sia su Borsa Italiana sia Otc (Over The Counter), prevede la liquidazione non solo a T+2, ma anche a T+1 (solo per gli investitori istituzionali che operano Otc, e solo previa conferma del proprio broker): ciò garantirà ai nostri investitori la massima flessibilità nella gestione di improvvisi deficit o surplus di liquidità”.

Il Lyxor Smart Cash Ucits Etf è un comparto della Sicav lussemburghese Lyxor Index Fund, armonizzata Ucits IV, prevede un lotto minimo di negoziazione di circa 1.000 euro, e ha un costo totale estremamente contenuto (attualmente, il Ter è dello 0,05% l’anno); il patrimonio dell’Etf ammonta a circa 535 milioni di euro (fonte: Bloomberg, al 04/06/2015).
Il nuovo Etf, per raggiungere i propri obiettivi di rendimento, può investire in una pluralità di strumenti e contratti: attualmente, su base giornaliera il patrimonio è investito per circa il 100% in titoli fisici e per circa lo 0% in un money market swap a tre mesi con Société Générale, con liquidazione (reset) giornaliera, al fine di annullare/mitigare il rischio di controparte.



SPDR ETFs

  Intervista a Francesco Lomartire, ETFs Sales Specialist di SSgA Italia, sul debito emergente

Gli Emerging Markets sono un’area che, pur rappresentando una parte residuale del portafoglio di un tipico investitore europeo, è importante per l’elevato potenziale rendimento che può dare, soprattutto nel medio-lungo termine. I dati sulla raccolta da inizio anno degli Etf europei focalizzati su questi paesi, però, sono contrastati: +257 milioni di dollari i flussi sul debito emergente, e 1,1 miliardi di dollari i deflussi dall’azionario Em Mkt (fonte: ETFGI, aprile 2015).

MondoETF: Quali sono le vostre prospettive per il debito emergente, da qui ai prossimi sei mesi? Sono preferibili le emissioni in valuta forte oppure locale?
Lomartire: Le sorti dell’obbligazionario emergente sono legate a doppio filo alla politica monetaria americana: le decisioni della Fed non potranno non avere effetto su questa asset class, che grazie alle sue prospettive di rendimento rappresenta, in un regime di tassi bassi, un’alternativa, se pur più rischiosa, al debito governativo e corporate investment grade americano.
Abbiamo visto più volte come l’attesa di rialzo dei tassi Usa abbia prodotto cali nel livello dei prezzi delle obbligazioni emergenti, a fronte di  una richiesta degli investitori di un maggior premio per il rischio, e in prospettiva di un rafforzamento del dollaro rispetto alle divise emergenti. Considerata, pertanto, l’imminenza di una decisione della Fed, è legittimo attendersi una correzione che potrà essere più o meno severa, a seconda che i titoli siano denominati in valuta locale o in dollari.
Per i primi ci sarà da attendersi un doppio effetto legato all’aumento dei tassi d’interesse richiesti dagli investitori e al calo delle valute, innescato dai probabili deflussi e dalla prospettiva di una dollaro in rafforzamento; decisiva sarà in questo scenario la controffensiva delle Banche Centrali dei vari paesi emergenti, che potranno reagire per contrastare i deflussi aumentando i tassi d’interesse – scelta che, però, non sarà priva di conseguenze, per la competitività delle proprie economie. Difficile dubitare del fatto che, anche in questo scenario, a prevalere sia l’aumento dei rendimenti delle obbligazioni rispetto al potenziale apprezzamento della valuta emergente.
Non molto diversamente anche i bond emergenti denominati in dollari risentiranno negativamente di una decisione di rialzo dei tassi d’interesse americani, sebbene con una sensibilità più ridotta: l’assenza di una esposizione valutaria diretta limiterebbe l’impatto del calo alla sola componente tasso, determinata dal livello dei rendimenti sulla curva americana e da uno spread di credito. Quest’ultimo, in presenza di un ulteriore rafforzamento del dollaro, potrebbe aumentare, con conseguenze negative per i bond denominati in valuta forte.
Sebbene queste dinamiche si siano più volte manifestate nel corso degli ultimi anni, la variabile nuova da tenere in conto è la prospettiva di debolezza dell’euro, in conseguenza del Q.E. della Bce, che potrebbe mitigare le conseguenze del rafforzamento del dollaro nei confronti delle divise emergenti.

MondoETF: Quale tipologia di cliente utilizza questi prodotti, e con quali finalità e durata dell’investimento? Sarà possibile, in un futuro prossimo avere un’offerta più granulare, magari su specifici paesi o tipologie di bond?
Lomartire: Le obbligazioni emergenti sono entrate stabilmente nelle asset allocation di asset manager alla ricerca di opportunità di rendimento obbligazionario, ma ci attendiamo che, a seguito di alcuni importanti e recenti evoluzioni normative, altri investitori istituzionali, come assicurazioni e fondi pensione complementari, possano trarre beneficio dall’accesso a tale asset class.
È innegabile come rendimenti più elevati e la prospettiva di profitti dall’esposizione valutaria abbiano contribuito, negli ultimi anni, a rendere appetibile l’investimento in bond emergenti. Generalmente, le finalità sono legate alla possibilità di accedere a cedole e rendimenti a scadenza più elevati, in presenza di rischi misurabili e diversificabili. L’orizzonte temporale associato a tali prospettive è di medio/lungo periodo. Quanto all’offerta, da diversi anni SPDR ETF è attiva su questo segmento con ben cinque prodotti dedicati, che spaziano dai governativi ai corporate, includendo tra gli altri Etf specializzati sui bond inflation linked e valute asiatiche.


 Analisi del mercato globale degli Etp, a maggio 2015

Qui di seguito le principali evidenze del report “ETP Landscape - Industry Highlights” di BlackRock sull’andamento del mercato globale degli Etp nel mese di maggio:

• la raccolta degli Etp è stata pari a 18,3 miliardi di dollari, portando i flussi da inizio anno a quota 123,8 miliardi di dollari;
 
• gli afflussi mensili verso Etp paneuropei sono stati di 1,6 miliardi di dollari, il livello più basso da inizio anno;

• gli Etf azionari statunitensi hanno raccolto 0,4 miliardi di dollari, dopo i consistenti deflussi di aprile, mentre continua l’interesse per il mercato giapponese, testimoniato da flussi per 5,8 miliardi di dollari;

• gli Etf che offrono esposizione ai mercati azionari emergenti registrano flussi in entrata per il secondo mese consecutivo, pari a 2,7 miliardi di dollari;

• in generale, il reddito fisso presenta un andamento stabile, ma si attesta a un livello superiore rispetto al 2014, anno record per l’asset class;

• gli Etf obbligazionari investment grade hanno raccolto 0,9 miliardi di dollari, mentre l’obbligazionario dei mercati emergenti 0,5 miliardi di dollari; si hanno deflussi, invece, per 2,8 miliardi di dollari, dagli Etf sui titoli governativi statunitensi.

Ursula Marchioni, responsabile della ricerca ETP di BlackRock, ha così commentato: “Il 2015 è stato finora caratterizzato da due tendenze: deflussi da esposizioni azionarie sul mercato statunitense e afflussi verso gli altri mercati azionari dei paesi sviluppati. Da inizio anno, gli Etp che offrono esposizioni all'Europa, Australasia e mercati sviluppati in Estremo Oriente hanno visto flussi positivi cumulati pari a 35,8 miliardi di dollari, di cui 4,2 miliardi di dollari solo nel mese di maggio. All'interno di questo trend, si registra un interesse significativo per gli Etf azionari giapponesi, trainato dall’ascesa del mercato azionario, con l’indice Nikkei 225 a toccare i massimi dal 2002".
"Guardando i flussi del mese di maggio – prosegue Marchioni –i nostri dati indicano che l’attrattività degli Etp azionari europei potrebbe iniziare a raffreddarsi. I fondi azionari paneuropei continuano a registrare flussi positivi, ma a un ritmo rallentato rispetto agli ultimi sei mesi. La maggior parte della raccolta si è registrata a fine mese, a seguito della notizia che la Bce potrebbe iniziare il programma di acquisti di obbligazioni prima del previsto. Il livello della raccolta degli Etp obbligazionari globale è superiore a quella del 2014, anno record dell’asset class. Tuttavia, i flussi sono stati volatili, soprattutto a causa dell’incertezza degli investitori in merito alle tempistiche del rialzo dei tassi statunitensi”.



Nota: riceve questa Newsletter in quanto utente registrato del sito www.ETFplus.it o www.ETFplus.net
Se ha difficoltà nella visione della presente email, può scaricare la newsletter dal seguente Url: http://www.etfplus.net/servizi_newsletter.php
Se non desidera più ricevere questi comunicati da parte della redazione, è pregato d'inviare una email a: cancellazione @ etfplus.it (senza gli spazi), utilizzando l'account di posta elettronica con cui si è registrato, con oggetto: "revoca iscrizione".

Si rammenta che la suddetta cancellazione implica la rimozione completa dei suoi dati dal nostro database, impedendole di fatto il futuro accesso alle aree protette del sito web www.ETFplus.net


© 2015 - ETF Consulting Srl - All rights reserved - Gruppo MondoHedge Srl