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MondoETF è un mensile in abbonamento che offre un dettagliato aggiornamento sull'industria italiana ed europea degli ETF ed ETC/ETN, con analisi, ricerche, interviste e spunti operativi dagli esperti del settore.

 
Marzo 2015 (Anno VI - Nr. 56)


copertina

Gli Exchange-traded fund (Etf) sono nati come un’evoluzione dei fondi passivi, e la loro quotazione in Borsa li ha resi fin da subito uno strumento finanziario molto democratico, accessibile egualmente a ogni categoria d’investitore: privato e istituzionale.
A partire dai primi indici azionari “core” replicati, il mercato degli Etf è andato via via sviluppandosi, arrivando a coprire, praticamente, ogni asset class immaginabile, e dove ─ per vincoli normativi e strutturali ─ non è stato possibile costruire un Etf, sono stati sviluppati altri Exchange-traded product (Etp), dalle caratteristiche molto similari, in termini di negoziazione: le Etc (Exchange-traded commodity), focalizzate sulle esposizioni alle materie prime, e le Etn (Exchange-traded note), che danno accesso ai mercati forex, nonché azionari e obbligazionari con effetti leva superiori a 2 (il massimo per un fondo Ucits, quale l’Etf europeo).
Il loro successo, globalmente riconosciuto, e rafforzato di anno in anno, ha portato al lancio di una nuova tipologia di Etf gestita attivamente (gli Etf attivi, appunto), che in America ha già avuto un ottimo riscontro da parte degli investitori, mentre in Europa è ancora allo stato embrionale, anche per la limitata presenza di emittenti su di essa specializzati. A tal proposito, in questo numero abbiamo raccolto l’esperienza di Swiss & Global Am, che è prossima al traguardo dei primi tre anni di storico, con il suo poker di JB Smart Equity UCITS ETFs (pag. 12).
Molto recente, ma già di grande successo, è il lancio del primo Etf attivo gestito da UBS Global Am, che ha la peculiarità di essere stato pure il primo Etf multi asset in Europa, e che è stato da poco proposto anche nella versione a cambio coperto, sulla medesima strategia MAP (pag. 10). L’ultimo merito degli Etf, è stato dunque quello di fornire a qualsiasi investitore l’accesso a strategie che un tempo erano prerogativa degli asset manager, nonché di aver fatto sviluppare agli index provider ─ grazie alle interazioni tra emittenti e operatori finali ─ indici caratterizzati da uno specifico approccio all’investimento, qualitativo e/o quantitativo: i così detti “smart beta”.
Infine, grazie alla riduzione dei Ter e alla migliorata liquidità ed efficienza, gli Etf sui principali indici “core” sono sempre più utilizzati congiuntamente, o in alternativa, ai future, per strategie di copertura (pag. 6).

Marco Ciatto
Editoriale Primopiano Primopiano Intervista
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Grafici e tabelle

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Dati sul mercato italiano ed europeo degli Etp
I rendimenti e le schede analitiche degli Etp
     



 

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