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MondoETF è un mensile in abbonamento che offre un dettagliato aggiornamento sull'industria italiana ed europea degli ETF ed ETC/ETN, con analisi, ricerche, interviste e spunti operativi dagli esperti del settore.

 
Ottobre 2016 (Anno VII - Nr. 73)



Gli Etf sono nati come fondi indicizzati, dunque a gestione passiva, oltre un ventennio fa. Già dal loro sbarco in Europa, all’inizio degli anni 2000, però, c’è stato chi ha tentato di proporre degli “Etf attivi”, quotando dei fondi replicanti panieri discrezionali di azioni di vari mercati sulla Borsa tedesca. Nella comunità finanziaria di allora, nonostante diversi tentativi di presentare questi fondi come Etf attivi, questi prodotti non sono mai stati accettati come tali, né dagli investitori né dagli esperti e consulenti del settore. Mancavano di una caratteristica essenziale: la trasparenza. Non era resa pubblica la metodologia di selezione né l’intero paniere delle partecipazioni, se non parziale e con alcune settimane di ritardo. Eravamo solo agli inizi della nascita di uno strumento che avrebbe cambiato il mondo della gestione, e già qualcuno ne aveva intuito le potenzialità.
Negli Stati Uniti il primo Etf attivo è stato quotato solo nel 2008, e in Europa quattro anni più tardi. Il mercato italiano ETFplus si è aperto agli Etf attivi nell’agosto 2014, e conditio sine qua non per l’ammissione alla quotazione era l’obbligo della messa a disposizione del pubblico della composizione dell’intero paniere dell’Etf su base giornaliera, prima dell’inizio delle negoziazioni, con riguardo al portafoglio alla chiusura del giorno precedente.
Recentemente, però, a seguito delle nuove linee guida diffuse dall’Esma (“Orientamenti per le autorità competenti e le società di gestione di OICVM – ESMA/2012/832”), che hanno standardizzato la definizione di Etf e, nello specifico, qualificato gli Etf attivi, la Consob ha approvato le modifiche al Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana, che decretano la cessazione della comunicazione obbligatoria, da parte dell’emittente, della composizione del portafoglio per gli Etf a gestione attiva. A partire dal 26 settembre 2016, condizione per l’ammissione alla quotazione di un Etf attivo sarà, infatti, una “chiara comunicazione della politica di gestione attiva, indicando come realizzerà la politica d’investimento dichiarata, nonché, se del caso, l’intenzione di sovraperformare un indice, e della politica di trasparenza del portafoglio”. Questa apertura da parte di Borsa avvicinerà nuovi player all’industria degli Etf, e potrà espandere un segmento ancora di nicchia (quello degli Etf attivi), ma dalle elevate potenzialità.

Marco Ciatto
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